Intervista a Giada Giorgi, vincitrice dell’Alfasigma Contest 2020

Giada Giorgi è una giornalista di OPEN – testata di informazione online fondata da Enrico Mentana – la cui redazione è interamente composta da giovani giornalisti.

Giada ha vinto nel 2020 la prima edizione dell’Alfasigma Contest, il concorso giornalistico riservato agli studenti e ai neodiplomati nelle scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti. Alfasigma Contest è stato ideato (già in epoca pre-Covid) proprio per incoraggiare i giovani giornalisti a intraprendere la strada dell’informazione medico-scientifica, affrontando temi e problemi che la pandemia ha reso evidenti anche ai non esperti.

Giada ha ottenuto una borsa di lavoro presso la redazione di OPEN proprio grazie all’Alfasigma Contest. Ad un anno di distanza l’abbiamo incontrata per capire come procede la sua esperienza e che idea si è fatta del giornalismo della salute.

Come è stato questo anno nella redazione di Open?

Sfidante ed intenso. Entrare a far parte di una redazione giovane e appassionata come quella di Open ha stimolato ogni giorno di più la volontà di diventare una risorsa per il giornale che mi ha accolto, anche e soprattutto per il settore giornalistico di cui sono stata chiamata ad occuparmi. Mai come quest’anno il giornalismo scientifico e i temi che riguardano la salute hanno occupato un posto centrale nell’interesse dei lettori. Un’occasione importante per crescere e costruire insieme alla squadra di redattori e colleghi una proposta di informazione il più possibile corretta e verificata.

Che cosa pensi di questa iniziativa dell’Alfasigma Contest/come ti sei trovata?

Il mondo del giornalismo fa ancora troppa fatica ad aprirsi ai giovani, l’Alfasigma Contest è il chiaro esempio di come la collaborazione e la comunione di intenti possa essere il motore per nuove possibilità. Conoscere il team Alfasigma, pensare assieme a loro a nuovi linguaggi e modalità di approfondimento che potessero avvicinare i lettori a temi non più trascurabili, mi ha permesso di svolgere il mio lavoro in un clima di stima reciproca e complicità, elementi fondamentali per la buona riuscita di qualsiasi progetto.

Come ti immagini il tuo futuro professionale alla luce dell’esperienza fatta in quest’ultimo anno?

L’esperienza di quest’ultimo anno ha rafforzato consapevolezze fondamentali per continuare a svolgere il lavoro che ho scelto di fare. Scrivere e parlare di salute, confrontarsi con scienziati, medici e ricercatori, ascoltare le esperienze dirette dei pazienti, comunicare con un linguaggio il più possibile chiaro e comprensibile facendosi mediatori di temi a volte complessi, è ad oggi una sfida che non sono intenzionata ad abbandonare. Mi immagino quindi di trovare ancora nuovi stimoli e nuove modalità di racconto, con l’intento di coinvolgere e sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della cura e del rispetto del proprio corpo e della propria mente. Temi e argomenti che mi auguro possano uscire fuori dal retaggio giornalistico e culturale delle sole riviste di settore e continuare a mantenere la stessa centralità che hanno avuto durante il periodo della pandemia.

Qui disponibile l’elaborato con cui Giada ha vinto.

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